Re Ferendum

di franco amarella

Prima del 4 dicembre fu detta “Accozzaglia”, dal premier,  la schiera dei sostenitori del NO referendario. Dopo il 4 è possibile invece ratificare, più propriamente, come “analoga” la schiera degli aggettivi che hanno caratterizzato la campagna del premier.  Una campagna pressante, invadente, presuntuosa, supponente…fino a diventare spocchiosa. Così come è stata giudicata da molti.

Ma visto che “accozzaglia” potrebbe passare ai posteri, senza troppe forzature, come la cifra mediatica di questo referendum, perché non chiudere il cerchio classificandone parimenti un’altra? Ovvero il mucchio, diventato miscuglio e poi groviglio, delle ragioni che hanno castigato governo e primo ministro!  Ragioni tra l’altro sostenute da parti politiche rappresentanti fette di elettorato molto diverse fra loro, al limite di posizioni diametralmente opposte.

Per questa sconfitta elettorale, che devesi chiamare sconfitta governativa a causa della stessa impostazione voluta dal premier, ci sono molte letture oltre alla pessima gestione di campagna, nella forma e nella sostanza.

C’è una lettura partitica con le sue accanite fronde interne ed istituzionali; c’è quella politica con l’oggettività delle contrapposizioni ideologiche, incardinate sul metodo ed esplose poi sul merito; c’è la lettura popolare che finalmente ha potuto vedere gli elettori recarsi alle urne ed esprimersi attraverso un NO antigovernativo, quasi a rivendicare un diritto “negato” per la stessa nascita di tre governi.

Ancora l’analisi tutta europea che ha visto l’Italia volersi concedere un respiro di sovranità, atteso che le sollecitazioni dell’UE premevano forte nella direzione del SI. C’è poi una lettura sociale molto complessa che considera il fenomeno immigrazione in tutte le sue sfaccettature di gestione e, persistendo contemporaneamente una povertà italiana tragicamente crescente, assegna con il NO il valore di bocciatura al governo. C’è pure una lettura di tipo antropologico-culturale, quella di uno spicchio di reazione all’approvazione della legge sulle unioni civili, velocizzata a ridosso del referendum: reazione giusta o sbagliata, ma ci sta pure questa.

Infine la scia. Prima la Brexit possibile ma improbabile. Poi Trump che negli USA, inaspettatamente, batte gli sponsor del SI referendario. La Le Pen che è in ascesa e che risulterebbe il pilone di appoggio per un ponte Trump – Putin. Tutti fatti internazionali sorprendenti, che  hanno giocato il loro ruolo di trascinamento.

Un dato risulta il più interessante di tutti, quello anagrafico degli elettori che si sono espressi col NO. A grandissima maggioranza sono stati i giovani a “rottamare” un giovane. Questo dimostra che solo ed esclusivamente nello sport attivo è indispensabile essere giovani ed aitanti. Nel resto delle attività umane, specialmente quelle creative e gestionali, quel che conta è avere la mente giovane e brillante. Meglio se “elettrizzata” di esperienza.

 

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