“San Martino” costa caro al Carducci //LOL

di franco amarella

LOL. È ufficiale: il nome di Giosuè Carducci è stato iscritto sulla “tavoletta” dell’esilio. No, non è tablet. E’ ostrakon. A pronunciarsi sull’ostracismo, all’unanimità, sono stati gli ambientalisti ed ecologisti italiani, insieme ai connazionali animalisti e vegani. E per renderlo noto hanno atteso proprio la data “giusta” l’11 novembre, San Martino.

Come era facile attendersi tutto il mondo accademico ne è rimasto incredulo prima ed allarmato poi. Tant’è che si è attivata subito una commissione ricorrente, composta dagli alti vertici della cultura internazionale, al fine di inoltrare al Presidente della Repubblica Italiana una petizione, per l’azzeramento dell’iniqua quanto invereconda azione sanzionatoria.

Ma andiamo al perché di tanto integralismo etico, morale e politico.

È arcinota la poesia “San Martino” del vate di Pietrasanta; ed è proprio contro quella lirica che le schiere eco-animal-vegane si sono scagliate con un intervento a piedi uniti. Proprio laddove il Carducci, nel dipingere l’aere freddo e nebbioso del tempo, dice “…gira sui ceppi accesi lo spiedo scoppiettando” ed aggiunge “sta il cacciator fischiando sull’uscio a rimirar, fra le rossastre nubi, stormi d’uccelli neri….”!

Apriti cielo! C’è lo spiedo che reca la prova tangibile di una consumata ed inutile uccisione animale e c’è il cacciatore che è pronto a fucilare ingordamente i poveri passerotti, i quali intimoriti tentano di migrare.

I bio-giudicatori, a quel punto, hanno sottoscritto “ Non consentiamo la reiterata lettura di tali versi nelle scuole di ogni ordine e grado, perché, in modo subliminale, inducono alla violenza gratuita sugli animali, nonché ad idealizzare, con la figura del cacciatore, l’uso improprio delle armi”.

E così dopo Cimone, Temistocle, Ipparco ….nell’antica Grecia, anche in tempi moderni il nome di Giosuè Carducci è finito su di un pezzo di coccio, per essere esiliato.

Oggi è San Martino e tutti i casti e puri amanti della natura tirano un sospiro di sollievo, pur con molta prudenza e tanta circospezione. Perché il resto dell’umanità potrebbe tirare altro al loro indirizzo. E sono tanti di più.

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