Religione e nuova informazione

di franco amarella

Erano lustri che i programmi di Mamma Rai non sottolineavano la ricorrenza del venerdi prima di Pasqua. Il venerdi santo.  Nemmeno la famosa rete ammiraglia, cattolica e “democristiana” : Rai Uno.  E neanche con il pontificato di Giovanni Paolo II quando, pur seguendo la Via Crucis al Colosseo, il senso e la portata religiosa erano stati offerti nel profondo significato simbolico, privilegiandone invece la diffusione in cronaca come evento religioso si, ma piuttosto spettacolare per la grossa portata mediatica.

Oggi 3 aprile 2015, parlando proprio della rete ammiraglia, dalla prima mattina è stato tutto un sottolineare, un ricordare, un commentare il venerdi santo. Da Uno Mattina a Storie Vere, da A Conti Fatti alla Prova del Cuoco.  Da Franco Di Mare che, addirittura, nel suo “editoriale”, ha illustrato tutte le quattordici stazioni della Via Crucis fino ad Elisa Isoardi che ha “bacchettato” un cuoco, per aver farcito un supplì con del ragù di carne, proprio di venerdi santo; raccomandandosi poi con il pubblico a casa di mangiar magro nella giornata. Fino ai menu della Clerici proposti rigorosamente in chiave “astinenza”, ovvero abolendo ogni forma di carni.

Il tempo di un TG e subito “A Sua Immagine speciale venerdi santo”, che azzerava e sostituiva il tribunale di Torto o Ragione. E poi Vita in Diretta che apriva i servizi con il tema della Via Crucis ed il collegamento con Gerusalemme, terra dei luoghi dei fatti commemorati.  Dunque un inedito palinsesto rispetto ai tanti venerdi santi degli anni passati, trascorsi nell’oblio del cattolicesimo e del cristianesimo. Un palinsesto che, negli anni, aveva visto in varie trasmissioni la presenza si, di preti, ma sempre per parlare di sociale, di costume e di cronaca. Un prete ospite fra gli ospiti, ma sempre come “expert among experts”.

Che cosa è potuto accadere oggi? E’ stata colta la giornata per cominciare a ritrovarsi intorno alla fonte ideale del cristianesimo, visti i pericoli reali di un lontano martirio che avanza? Oppure l’informazione si è resa conto di aver trascurato ad oltranza le radici spirituali di un popolo, che oggi si ritrova a dover convivere, in casa propria, con altri dogmi ed altre dottrine religiose?

Se così è, vista la suddetta totalizzazione di produzione TV, quale mano timoniera ha compiuto la virata? E’ stato ravvedimento, suggerimento, redenzione, pentimento?

Chi lo può sapere!!!

Sta di fatto che è accaduto. Ed a voler ravvisare delle concomitanze c’è da osservare che almeno due spinte possono aver determinato la virata. Una è senza’altro quella indotta da Papa Francesco, il quale sta calamitando le residuali molecole cristiane all’interno dei cuori post moderni, per farne un aggregato di riflessione, di meditazione e di nuovi comportamenti. L’altra spinta? Beh, c’è solo una mano che può imprimere al timone Rai una rotazione radicale così totalizzante: quella del Governo. E che sia per calcolo politico, o per affinità ideologica il risultato non cambia.

A voler chiudere la “giornata televisiva santa” non poteva mancare, in prima serata,  l’annuncio dello speciale di Porta a Porta – Venerdi Santo. Senza intenzioni dissacratorie, mai lontanamente concepite, una domanda sorge spontanea : vedremo il plastico del Golgota? Ora dopo tutta questa elencazione di palinsesto va detto: ben venga la raffica di trasmissioni dedicate, quasi monografiche. Ma proprio perchè autentiche mitragliate di “prodotto”, palesemente organizzate, non sembra una campagna intensiva di promozione pubblicitaria?

Campagna piombata dopo anni di silenzio sulla ricorrenza del mistero della Croce! A parte il bene che comunque ne può derivare, è possibile che anche la spiritualità più profonda e più sacra possa essere manipolata come il trailer di una fiction da lanciare?  E magari ad usum delfini?

Questo è il tema di coscienza.

 

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