EU-ru-GUAI

EU-ru-GUAI : Cronaca di un tracollo annunciato

di franco amarella

E’ fatta. Dopo l’Inghilterra e la Spagna anche l’Italia è stata cacciata dai mondiali.

La sconfitta calcistica muove a pretesto per parlare di un’Italia traballante nella sua organizzazione sociale, economica e civica. Ovvero per parlare di un’incapacità politica abbastanza evidente e pericolosa. Che sia evidente lo dimostra il traballare quotidiano nelle aule di Camera e Senato, per non parlare della vita all’interno delle sedi dei partiti.

Che tale incapacità sia pericolosa ce lo dice e ce lo ripete il ritornello della cosiddetta globalizzazione, ormai così penetrata nell’immaginario di tutti noi, tanto da scaricare su di essa anche il furto delle susine sugli alberi, da parte delle gazze ladre. Se l’Italia, dovendo fare i conti col mondo produttivo del pianeta, sta soccombendo si vorrebbe comprendere perché a tutto quel mondo piace mangiare Italia, vestire Italia, super motorizzarsi Italia, visitare l’Italia.

C’è un grosso punto di domanda che interroga il perché di sofferenza economica, disoccupazione, prestigio internazionale. La risposta è a portata di mano. E’ stata messa in campo – dalla fine degli anni ’60 – una studiata distruzione progressiva del “midollo” nazionale, con l’appiglio di ventilati rigurgiti fascisti e poi parimenti  c’è stata l’apertura al libertinaggio in nome di un’emancipazione, certamente avvertita, ma caricata con “mestiere” sempre e soltanto sopra le righe.

Si ma tutto questo cosa c’entra con Italia-Uruguay del 24 giugno 2014?  Beh, il risultato è figlio di un modo di fare e di pensare propri di un andazzo italiano, nipote di un midollo distrutto e di una assorbita mollezza di costume! Come fai a pretendere sacrificio, abnegazione, rinuncia, generosità? In nome di che cosa? Forse della bandiera? Non si può. Ci si deve accontentare di assistere ad un impegno professionale realizzato per la vetrina. La vetrina sui media che possa promuovere un sempre più florido contratto di ingaggio. Di questo si tratta.

Organizzazione generale italiana che fa acqua per le mazzatte delle grandi opere; che si guadagna i galloni del ridicolo per non aver saputo (e tutt’ora non sa) gestire  il caso Latorre-Girone; che sceglie quasi l’eutanasia per Pompei; che non sa valorizzare il suo patrimonio artistico, il più importante del mondo; che è incapace di dire al resto d’Europa che Lampedusa rappresenta il grembo dell’UE non l’esercizio del suo ostracismo; che non riesce ad alimentare l’unica industria italiana NON DELOCALIZZABILE: il turismo in entrata!

A peggiorare questo stato dell’arte si è aggiunta la cosiddetta fratellaza europea.      Vengono infatti da Bruxelles e da Strasburgo le staffilate di rimproveri, di punizioni ed anche di dottrina. E l’Italia addomesticata, flaccida e riverente è costretta all’obbedienza. Però fa sventolare con ostentazione il blu della corona di stelle accanto al tricolore, triturato nell’orgoglio nazionale. Ci ripetono da ogni dove che fuori dall’Europa saremmo perduti. E certo. Sarebbe come dire che togliendo l’impianto di ossigeno dal reparto di rianimazione, il reparto stesso chiuderebbe!

Il punto è trovarsi e perchè in rianimazione. E noi italiani passivamente ci accucciamo nella casetta di legno, appena fuori in giardino. Ci basta un ossicino quotidiano, il resto non conta, tanto c’è il Grande Fratello, Ballarò, SKY, Pomeriggio 5 e… vuoi lasciar fuori Porta a Porta?

Ecco cosa siamo diventati. Mansueti automi tricolorati che resistono e sopravvivono, senza sapere che questa sopravvivenza è dovuta ad una minoranza di gente concreta, che dalla mattina alla sera coltiva, cuce, studia, crea,  commercia nel più assoluto isolamento. Quando basterebbe una buona organizzazione socio-economica per dare valore a tale lavoro e creare spinta per aggiungere nuovo valore. Dunque situazione di paradosso: i pochissimi in solitudine reggono ancora in piedi, con immane fatica, la “baracca” di tutti.

E a proposito di accucciarsi ed accontentarsi torna in campo la partita con l’Uruguay. Sono apparsi chiari, fin dall’inizio, il progetto, il bersaglio e l’obiettivo: un bel pareggio. Perché bastava quello. Spariti per sempre dal vocabolario tutti i predicati verbali aventi a che fare con osare, intraprendere, combattere per vincere. Orgoglio addio. Viva i contratti profumati, meglio se all’estero!

Intanto il famoso BRIC (Brasile, Russia, India, Cina) nonché insieme al Sud Africa, espande il suo alone di potenza economica e si prepara ad inglobare molti fiori all’occhiello del vecchio mondo occidentale, nel quale gli USA debbono addirittura difendersi e la vecchia Europa molto più di essi.

A credere nei segnali si direbbe che England, Spain & Italy, fuori subito dal campionato del mondo, non sono solo le avvisaglie dell’invecchiamento continentale.

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3 risposte a EU-ru-GUAI

  1. milena pizzi scrive:

    :) )))

  2. milena pizzi scrive:

    Ho l ‘impressione che l’uscita dai mondiali sia stata più un dispetto x i nostri politici che x qualche giorno distoglievano l’attenzione dalla loro incapacità di risolvere certe situazioni ! Così lasciamo due italiani in ostaggio degli indiani .. la nostra dignità calpestata da questa unione europea che pontifica e non dà soluzioni, che impone doveri ma esclude da ogni diritto . Così mentre noi ci disperiamo x un’Italia uscita dai mondiali e incolpiamo i vari Balotelli e Chiellini di tutti i problemi italiani non ci accorgiamo di una legge elettorale che è morta ancor prima di nascere .. povera Italia non ti accorgi nemmeno del tuo valore e dai la colpa di tutti i tuoi guai ad Italia – Uruguay .

  3. Piera scrive:

    Finalmente una pacifica cannonata di verità contro apatici muri di conformismo ed ipocrisia (talvolta malafede), rappresentanti una cultura che omologa al ribasso l’informazione e l’educazione nella nostra Nazione

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