Parlamento 2013: da un Cannocchiale sul Colle

di franco amarella

C’è un cannocchiale sul Piazzale Michelangelo a Firenze attraverso cui, con una monetina, si può ammirare il panorama, andando a riconoscere gli spazi in una dimensione nuova: più complessiva e, al tempo stesso, interdipendente.

A pensarci bene, osservare la città gigliata dall’alto, magari dopo averla appena attraversata a piedi fra piazze, monumenti e ponti, induce al raffronto che spontaneamente diventa quasi matematico. Il dettaglio ed il compendio. La realtà del particolare osservato da vicino e quel suo stesso fresco ricordo inserito nella grande dimensione spaziale. Sicchè la percezione del tutto va a posizionarsi nella memoria con lucidità e visione d’assieme.

Il preambolo per far comprendere a chi legge e che si interessa di politica nazionale, che è arrivato il momento di salire su di un colle e guardare, attraverso un cannocchiale, dentro il Parlamento italiano. E ovvio che la metafora equivale a dire che solo chi è esterno all’attività politica  –e con un po’ di spirito di osservazione-  può vedere meglio e valutare il caos conclamatosi all’interno della vita parlamentare italiana, riuscendo anche a vedere una via d’uscita.

Tutta la politica nazionale, malgrado lustri e lustri di tentativi di stabilizzazione, è giunta senza speranze ad un punto di pre-collasso. Continuare a parlare di centrodestra e di centrosinistra non giova più.  E’ giunto il tempo della resa dei conti semantica. Se bipolarismo dovrà essere, bipolarismo sia. E lo sia a partire dalla testimonianza letterale della denominazione: Destra e Sinistra, o con altri appellativi di uso convenzionale. Inserire il prefisso “centro” nel gioco politico della concertazione cautelativa, per raccogliere consensi più allargati, ormai, serve a far dilatare sempre di più il rifiuto popolare, fino ad arrivare al disgusto.

Anni ed anni di curriculum fatto di equivoci, di aggiustamenti concettuali, di contorsioni ideologiche hanno definitivamente screditato quel centro “collante”, di volta in volta funzionale a tenere in piedi formule governative in camera di rianimazione. Che il “Centro”, culturale e politico, si collochi in piena libertà di coscienza in un lato e/o in un altro degli schieramenti; lo faccia senza pretendere di esibire un’etichetta per essere riconosciuto autonomamente ma agendo attivamente dall’interno, nell’opera di concorso per il raggiungimento del famoso bene comune.

Dunque la prospettiva dal cannocchiale sul colle è abbastanza chiara: rivoluzione nelle parole, perché possa diventarla nei fatti. Certificarsi nel bipolarismo come area di “Destra” ed area di “Sinistra”, così, semplicemente, senza il viatico ambiguo di vetusti prefissi è l’unica strada da percorrere per incontrare nuovamente gli occhi degli elettori, potendo scambiare con loro sguardi coraggiosi e senza vergogna. Provare è obbligatorio e se non dovesse funzionare non sarà stato certo per una errata visione “decentrata”.

Allora si  -con il cannocchiale rovesciato-  avremmo compreso quale grande errore sia stato avviare in Italia il bipolarismo.  E torneremmo, fallimentari, agli anni ’60.  Mitici per qualcuno, italiani senz’altro.

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