Una Fiera “nuova”

di franco amarella

La Fiera del Levante è alla ricerca di nuove formule di gestione vivificatrici di interesse. In particolare, oggi, oltre alle incognite dovute all’agitazione del momento economico internazionale, la Fiera si appresta a dover rispondere a quelle aspettative di innovazione, proprie di ogni avvicendamento al comando.

In quale direzione si muoverà la Fiera del Levante? Cosa cambierà nell’Ente della Caravella? Certo non ha giovato, nei tempi non remoti, il mantenimento della fase di stallo esistente fra CCIAA di Bari, Comune di Bari ed Ente Fiera, in merito alle risorse da mettere sul piatto per risanare quel passivo di 6 mln di euro. Nè parimenti sembrano risolutrici le ipotesi di aumentare i costi degli stands o le tariffe di convegnistica. Per andare alla causa dei malanni, e non pensare più al sintomo, si dovrebbe lavorare nella direzione di una “metamorfosi” della Fiera.

E per fare ciò si dovrebbe rivoluzionare il concetto stesso di FIERA, così come ancora adesso viene inteso. Infatti pensando oggi alla Fiera del Levante, l’immaginario collettivo la posiziona fra i contenitori dalle eccezionali superfici, candidati a riempirsi per il semplice fatto di esistere; magari – di volta in volta – con l’aiuto di impegnativi interventi di promozione, spesso messi in cantiere con il limite del vincolo estemporaneo, ovvero riferiti solo ed esclusivamente alla edizione del momento. Poi terminato l’evento espositivo tutto si spegne fino al successivo appuntamento.

Il concetto andrebbe ribaltato. Vediamo come.
Posto che la Fiera come “contenitore” non può più affidare ai soli automatismi fondativi gli indirizzi di crescita e sviluppo a levante, specialmente con la sopravvenuta global economy, alla stessa necessiterebbe l’assunzione di un nuovo ruolo ed un nuovo significato. E dunque l’Ente dovrebbe farsi carico della svolta ed investire la Fiera di una nuova e più attuale mission.

Costruire all’interno un concentrato di servizi a tariffe agevolate, in favore delle stesse imprese ospitate, elaborando pacchetti di consulenza commerciale, creditizia, fiscale e poi promozionale, pubblicitaria, linguistica, strategica. Vedere gli espositori non come affittuari pro tempore, ma come clienti da fidelizzare cui vendere non già gli spazi nudi, bensì offrire i servizi di consulenza e di affiancamento pre-durante-post evento espositivo.

In sintesi realizzare per le imprese, da parte dell’Ente Fiera per questa importante offerta, l’abbattimento degli alti costi per la ricerca di mercato, la consulenza, la comunicazione, le opportunità di scambi. Convenzionare consulenti capaci in una sorta di team d’assalto e con motivazioni sul rendimento, sempre allertati per 365 gg all’anno, in favore dello sviluppo dei Clienti-Fiera.

Riposizionare quindi tutta la struttura nella direzione del nuovo ruolo: una grande piazza d’affari fornitissima di servizi. Una specie di fortezza mercantile attrezzata, capace di supportare le imprese ospitate in tutte le loro esigenze. Per questo nuovo ruolo c’è già pronto un prodigioso alleato: il web! Un mondo virtuale parallelo affiancato a quello fisico di Lungomare Vittorio Veneto. Una Fiera sulla rete ben provvista di contatti, rifornita di prodotti e bene equipaggiata con servizi, sempre in rotazione e rivoluzione per 24 ore al giorno e per 365 giorni l’anno. Insomma conferire alla Fiera del Levante, prima di tutto, il titolo di forte BRAND, sognato ed ambìto, per poi affidarla successivamente al marketing strategico nella sua nuova identità di immagine. Un’identità poggiata sulle solide fondazioni della sua stessa storia, ripresentata però attraverso la lente dell’efficienza gestionale moderna, che diventa subito garanzia di sviluppo per quanti vorranno affidarvisi.

 

Questa voce è stata pubblicata in Capitoli. Contrassegna il permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>