All’Elba o a Sant’Elena?

di franco amarella

Sono questi i giorni dell’Elba. Giorni di andirivieni di generali e marescialli. Giorni di diffusioni di notizie pubbliche e di informazioni riservate, volte a preparare piani di programmazione, ma soprattutto di fuga. Sissignore, Silvio Berlusconi si trova rinchiuso all’Elba, dove con l’ausilio dei suoi granatieri tenta di svincolarsi dalla ragnatela che lo tiene “imprigionato”, mettendo a punto le strategie per il “ritorno”.

Purtroppo la coalizione delle forze antagoniste non è semplice da neutralizzare. C’è un Ordine sovrano che, nel solco della Restaurazione, progressivamente vuole smantellare una stagione politica berlusconiana, cancellando addirittura le tracce del prigioniero. Ci sono poi Quelli della Beata Alleanza che hanno giurato di portare Berlusconi a Roma “in una gabbia di ferro”. Infine ci sono i vari Davout, Grouchy, Ney , novelli marescialli del biscione, sui quali è difficile poter contare sul piano strategico, ancorchè famosi per ardimento. Ciliegina sulla torta c’è pure un novello Talleyrand , in cima a tutto, che compare e scompare a piacimento.

Tutto ciò non scoraggia però il Cavaliere, che in gran fretta vuole agire per svincolarsi dall’insidiosa ragnatela. A volte gli sembra di vivere un incubo; di trovarsi in un girone d’inferno; di leggere un romanzo tra giallo e noir, nel quale il protagonista –lui stesso-  appare condannato fin dalle prime pagine.

In tutto questo fermento, in tutta questa voglia di “ritorno” si insinua la realtà onirica della notte berlusconiana. Silvio Berlusconi uscirà dall’isola d’Elba? Ed ancòra. E’ possibile che abbiano già strappato un biglietto dorato per l’isola di Sant’Elena?

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