POLITI-CANTI

di franco amarella

Nel trattare del Vate nazionale,  in queste ultime stagioni celebrato dal venerabile Roberto fiorentino, m’è parso di capire un gran pretesto giocato coi versi ghibellini, al fin di inoculare la politica, inframmezzata negli endecasillabi. Sicchè, secondo l’arte del Benigni, mi pare giusto di rappresentare l’affiancamento improvvido del sommo e il turpe cono dell’Averno con l’emiciclo di Montecitorio. E adesso lorsignori è tutta vostra l’umile delizia

 

 

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Una risposta a POLITI-CANTI

  1. Diana scrive:

    Che dire, speravo che qualcun altro interpretasse il mio stato d’animo nell’ascoltare Benigni, l’ ho apprezzato sempre e man mano di più ritenendolo un vero e grande artista, fino a quando gli è presa la mania di Berlusconi, e s’è messo a mescolare l’arte con la politica, beh mi è crollato un mito! È giusto avere un proprio pensiero politico, ma l’arte, la cultura, ed aggiungo la magistratura dovrebbero essere al di sopra delle parti rappresentando e rispettando tutti i cittadini! Quando ho letto questo “bellissimo” sonetto che “specchiava” esattamente il mio pensiero mi si è allargato il cuore! Un grande GRAZIE ed un lungo Applauso al suo bel lavoro !!!!

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