In attesa di Mastro don … Michele

di franco amarella

E Avetrana; e Sabrina; e Cosima; e zio Michele. E ancora Sabrina e poi Cosima. E poi Michele Misseri che si è ripulito. Che si è ingrassato. Che scrive il libro. Che ha fatto l’altarino. Bastaaa!

Ormai cronaca e storia sono di dominio pubblico già da un anno. La volete finire?!O come si dice nella Trinacria, “…a vulimu accabbari ‘sta storia, aah !!?”
L’invito è rivolto a tutti i giornalisti e conduttori di tutti i media. Decenza a parte, non vedete che state assecondando il più colossale degli esempi “scarpe grosse e cervello fino”?

Con le vostre cronache forzatamente dilatate, certo utili per allungare pagine e palinsesti pronti ad ospitare i “consigli per gli acquisti”, avete creato un gigantesco Salone delle Aste e lo avete talmente accreditato che è pronto per accogliere le offerte di: Mondadori, Rizzoli, Feltrinelli….fino alle Edizioni del vicinato. Tutte pronte a comprare i diritti del futuro romanzo contadino, quale esempio di un nuovo e crudo verismo, antitetico a quello più nobile e patriarcale della Casa del Nespolo.

Forse sarebbe ora di lasciar riposare chi non c’è più, la cui memoria invece è continuamente insultata dalla disinvoltura – oserei dire indecente – di quanti, troppi, continuano ad inquadrare quotidianamente il delitto con la zoomata di un prurito allungabrodo, utile solo alle interruzioni pubblicitarie.  E con un pò di rispetto in più, tacendo su tanta fumosità cartesiana,  si comincerebbe a punire con una forte dose di oblio ogni contorsione descrittiva di quell’azione delittuosa, promanata dai protagonisti.

A proposito di “accabbari”: è dialetto siculo proveniente dal Catalano e significa “concludere”.

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Una risposta a In attesa di Mastro don … Michele

  1. trasloco scrive:

    assolutamente d’accordo! Troppa evidenza a certi personaggi è un insulto alle povere vittime. Inorridisco al pensiero che c’è chi si comprerebbe libri scritti da costoro….

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