La clessidra del pensiero nordista

di franco amarella

Accade in Piemonte . Immigrati: prima un pericolo, poi una benedizione

Prato Nevoso, frazione di Frabosa in provincia di Cuneo. Acceglio, provincia di Cuneo. Due comuni piemontesi che ai giorni nostri rappresentano egregiamente una clessidra sociale. Perché segnano il nostro tempo nelle sue espressioni etniche ed egoistico-legislative, in virtù del capovolgimento concettuale verificatosi.

Il fatto curioso è che tale capovolgimento di pensiero, in questo caso, sia avvenuto proprio in un’area devota alle dure e verdi stigmate neoumbertiane. Parte il tempo. La sabbia comincia a scendere dal cono di vetro superiore a quello inferiore. Siamo nella scorsa primavera, quando si profilano le prime avvisaglie di un possibile trasferimento di immigrati. Poi venerdi 13 maggio un quotidiano locale titola: A Prato Nevoso 60 profughi da Lampedusa e la popolazione blocca la strada: “Via di qui”.

Comincia un film già visto.  La scenografia è pronta: c’è il problema, gli immigrati da sistemare; c’è il rifiuto dei residenti di Prato Nevoso; c’è la mobilitazione anti provvedimento governativo; ci sono le ragioni socio-economiche, giammai quelle …etniche; c’è pure l’hotel “crumiro” di turno, che però fornisce le camere; c’è il presidente degli albergatori che bacchetta duramente l’hotel “crumiro; c’è infine financo Giovanni Comino, sindaco di Frabosa, che non ne sapeva nulla.

E mentre il tempo scorre, giù tutto l’elenco delle obiezioni al provvedimento di sistemazione. Il comune è piccolo e vive essenzialmente di turismo. Se la notizia si diffondesse ci sarebbe una contrazione di domanda turistica e conseguentemente la perdita di molti posti di lavoro. Una volta accolti e sistemati nella frazione di Prato Nevoso, gli africani metterebbero in crisi la gestione della stessa sicurezza, perché nel comune di Frabosa vi è un solo vigile urbano e non c’è stazione di carabinieri. Inoltre anche gli immobili subirebbero sicuramente un deprezzamento.

Insomma tutto il defilé della solidarietà sfila sulla passerella della Provincia cuneese, al cospetto dell’irremovibile suo presidente, la leghista Gianna Gancia, che voleva che gli immigrati si trattenessero al massimo 15 giorni. Ma si sa come vanno le cose del mondo. Certe volte, nella loro imprevedibilità, gli eventi diventano giudici severissimi, che comminano la “punizione” secondo la legge del contrappasso.

La sabbia ha esaurito la sua discesa. La clessidra si capovolge per opera del governo e si capovolge subito il concetto di solidarietà nel cuneese. Questa volta protagonista è il comune di Acceglio. Un paesino che non arriva a 180 abitanti e che, per la manovra agostana, il governo ha deciso di azzerarlo come giunta e consiglio comunale, perché non supera il famoso limite di mille abitanti.

A questo punto il solerte sindaco Riccardo Benvegnù, che non vuole perdere la sua corte né il suo feudo, chiede all’”ufficio di collocamento immigrazione”, presso Lampedusa, di avere assegnata una quota di ottocento immigrati. E per essere sicuro che il saldo fra nascite e dipartite possa rimanere oltre il numero di mille, abbonda nel margine e chiede 830 immigrati.

E mentre il tempo scorre, questa volta, giù tutto l’elenco dei vantaggi per la comunità ospitando e regolarizzando i “nuovi cittadini” . I servizi di assistenza anziani, lo scuolabus, lo sgombero neve, la raccolta rifiuti sarebbero tutti eliminati se il comune venisse soppresso. Nel breve volgere di tre mesi, dunque, all’interno della provincia di Cuneo si vive, guarda un po’, questo capovolgimento di pensiero.

Bernardino De Rubeis, sindaco di Lampedusa è contento e loda l’iniziativa. Gianna Gancia, presidente della Provincia di Cuneo e compagna del Ministro Calderoli, per adesso non dice nulla. Ma si avverte, ugualissima, la pressione racchiusa nelle bottiglie dell’azienda di famiglia.

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3 risposte a La clessidra del pensiero nordista

  1. Diana Maggiore scrive:

    Incredibile, sembra un opera di Eduardo de Filippo!
    Si certifica sempre più la scoperta che ” Tutto è relativo!” In politica è prassi e dovremmo sempre ricordarcelo…

  2. Renato C. - Vercelli scrive:

    Ritengo si tratti di una provocazione, più che altro. Credete davvero che un sindaco si metta a fare i conti della serva?

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