Vogliono conoscerci… da lontano!

di franco amarella

Dietro la superficialità si legge tutto il distacco. Volete la prova? Clickate il file.

La testata è: il Giornale.it – La giornalista è: Luciana Baldrighi. http://www.ilgiornale.it/cultura/la_tarantola_e_mezzogiorno_dellanima/14-08-2011/articolo-id=540245-page L’articolo riguarda il tarantismo.

Antropologia culturale, scienze sociali, letteratura, dietrologia analitica e spasmodigitazione su tastiera sono la tavola apparecchiata su cui la giornalista ha disposto il piatto della Taranta. Partendo da Ernesto De Martino, toccando Quasimodo, citando Jung, Mauss, Durkein, Eliade e Kérémy la Baldrighi ci porge “da lontano” una spremuta di tarantismo idealizzato se non romanzato.

Cosa che sarebbe anche bella, se suffragata dalla dimostrazione di profonda conoscenza dei nomi, dei luoghi e delle atmosfere. Sentite un pò, cito fra virgolette: “Lçe donne morsicate dal ragno divenmtavano le spose di San Palo, distrrutte e smarrite, prive di una loro personalità, senza speranza, amorfe, come era la loro esistenza. L’invocazione d’aiuto straziava e strazia il cuore dei partecipantii: Ahi Santo Paolu meu de ler tarantule, facitece una grazia a tutte quante”.

Ortografia a parte, frutto di uno spasmo ferragostano su tastiera (tanto per sbrigarsi e correre al mare), c’è la citazione dell’invocazione cantata a “Santu Paulu” che, detta così, equivale a quelle strampalate  traduzioni automatiche e gratuite dei motori di ricerca. Per chi legge e non è un salentino, dirò che il festival itinerante, che si svolge nel Salento dal 12 al 27 agosto, si chiama: La Notte della Taranta.

Ancora inesattezze si riscontrano nella citazione “Le Tarantole erano le sorelle di Rocco e i Suoi Fratelli”…( casomai lo erano le tarantate )! E poi De Sica, Rossellini, Castellano… a ricordare dal grande schermo in bianco e nero il ritardo storico del mezzogiorno, per farne equivalenti acquerelli accomunati al morso di un ragno tanto inconsapevole, quanto spaesato.  Volendo poi mettere una ciliegina sul torto giornalistico dirò che quanto apparecchiato da Luciana Baldrini, in riferimento al Festival e servito come autentico modello antropologico, viene invece rappresentato – oggi -  da orchestra, artisti cantori e figuranti sul palcoscenico del medesimoFestival, come l’esplosione etnica delle radici, volutamente indirizzata però nella direzione di una contaminazione culturale, che vuole andare incontro sì alla ricerca, ma anche al mercato.

Viceversa l’essenza viva e vitale del fenomeno rimane in custodia di quello spazio ristretto sul sagrato della chiesa di San Paolo a Galatina, in provincia di Lecce. Sono quei gradini i depositari della testimonianza di “guarigione”, che negli anni, ad ogni fine giugno, dopo un dimenarsi ritmicamente fino allo sfinimento, tributavano a Santu Paulu le donne cosiddette “pizzicate” dal ragno: le tarantate.

Se fior di studiosi sono stati citati nell’escursus storico-scientifico, almeno l’essenza del fenomeno doveva essere richiamata.

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2 risposte a Vogliono conoscerci… da lontano!

  1. Diana Maggiore scrive:

    Ho letto l’articolo su “il Giornale”, effettivamente oltre ai broccoli.. Su e giù, dentro e fuori, alto basso. bianco e nero, ecc… Insomma non sapeva proprio come muoversi la giornalista. Si è arrampicata su tutti gli specchi della sua memoria, l’argomento l’ha visto da lontano ed era evidentemente anche molto disturbata mentre lo faceva, a meno che non sia stata pizzicata anche lei dalla taranta e s’è persa pure lei!

  2. Aubrey scrive:

    You pretty much said what i could not effectively communicate. +1

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